«Ego autem rogavi pro te ut non deficiat fides tua et tu aliquando conversus confirma fratres tuos»

«Ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede. E tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli»

«Pero yo he rogado por ti, que tu fe no falle. Y tú, cuando hayas vuelto, confirma a tus hermanos»

«But I have prayed for thee, that thy faith fail not: and when thou art converted, strengthen thy brethren»

[Lc 22,32]

 

 

 

 

 

 

Quella che segue è una casistica parziale, brevemente commentata, degli interventi - spesso poco noti - della Sede Apostolica in materia di fede, di morale e di disciplina ecclesiastica.

In questa sintesi si prende atto di casi pubblici e notori e delle relative sanzioni divulgate attraverso i principali organi della Santa Sede e delle conferenze episcopali nazionali.

Il presente testo può essere utile sia agli operatori della pastorale, sia ai laici interessati a discernere l’utilità e l’opportunità di eventuali opere teologiche, catechetiche o di altro genere; un discernimento più che mai necessario soprattutto se si considera che esso non viene sempre attuato con la dovuta diligenza nel contesto della cosiddetta editoria cattolica.

 

 Cathedra Petri et gloria

«Cathedra Petri et gloria» - Gian Lorenzo Bernini (1657-1666)

 

 

 

 

 

1960

* In data 5 gennaio 1960 la Suprema Congregazione del S. Offizio, con l'approvazione di S. S. Giovanni XXIII, condanna e iscrive all'Indice dei libri proibiti l'opera di Maria Valtorta, Il poema dell'Uomo-Dio o Il poema di Gesù. «L'Opera [riporta l'Osservatore Romano del 6 gennaio 1960] avrebbe meritato una condanna anche se si fosse trattato soltanto di un romanzo, se non altro per motivi di irriverenza. Ma in realtà l'intenzione dell'autore pretende di piú. Scorrendo i volumi, qua e là si leggono le parole "Gesù dice...", "Maria dice..."; oppure: "Io vedo..." e simili. Anzi, verso la fine del IV volume (pag. 839) l'autore si rivela... un'autrice e scrive di essere testimone di tutto il tempo messianico e di chiamarsi Maria (Valtorta). Queste parole fanno ricordare che, circa dieci anni fa, giravano alcuni voluminosi dattiloscritti, che contenevano pretese visioni e rivelazioni. Consta che allora la competente Autorità Ecclesiastica aveva proibito la stampa di questi dattiloscritti ed aveva ordinato che fossero ritirati dalla circolazione. Ora li vediamo riprodotti quasi del tutto nella presente Opera. Perciò questa pubblica condanna della Suprema S. Congregazione è tanto piú opportuna, a motivo della grave disobbedienza».

 

1966

* In data 24 luglio 1966 viene emanata la Lettera circolare ai Presidenti delle Conferenze episcopali circa alcuni sentenze ed errori insorgenti sull’interpretazione dei decreti del Concilio Vaticano II - Cum oecumenicum concilium (Epistula ad Venerabiles Praesules Conferentiarum Episcopalium et ad Superiores Religionum: De nonnullis sententiis et erroribus ex falsa interpretatione decretorum Concilii Vaticani II insurgentibus). Cfr. AAS 58 (1966), 659-661.

 

1968

* Il 15 ottobre 1968 la Commissione cardinalizia creata ad hoc per la revisione del “Nuovo Catechismo Olandese” conclude il documento relativo alla sua revisione affermando che: «Le presenti osservazioni, anche se non poche e di non lieve importanza, lasciano intatta la maggior parte del “Nuovo Catechismo”, con il lodevole suo carattere pastorale, liturgico e biblico. Esse non si oppongono all’intento degno di elogio degli autori del “Catechismo” di proporre l’eterno vangelo di Cristo in forma aderente al modo di pensare degli uomini del nostro tempo. Le grandi doti per cui l’opera si caratterizza, richiedono che essa rifletta sempre la dottrina della chiesa senza oscuramento di alcuna ombra».

 

1969

* S. S. Paolo VI con lettera del 24 dicembre 1969 esprime gravi riserve sul “Pastoraal Concilie” olandese invitando l’episcopato dei Paesi Bassi ad “affermare serenamente il vostro accordo totale e senza reticenze con la chiesa universale sui punti contestati. Le anime rette vi saranno riconoscenti per averle confermate nella loro fede e nel loro amore per la chiesa. E il supremo pastore, “guardiano delle vostre anime”, testimone delle vostre pene e di vostri meriti, vi riserberà la ricompensa promessa ai suoi servitori buoni e fedeli”.

 

1971

* Il 26 aprile 1971 la Congregazione per il clero interviene sul “caso Washington”. Alcuni sacerdoti erano stati limitati, in gradi diversi, nell’esercizio del ministero, dal proprio arcivescovo, a causa del loro “dissenso” all’insegnamento dell’enciclica Humanae vitae. Il loro appello era motivato dal fatto che in due anni il conflitto con l’Ordinario non si era giunti ad una soluzione canonica negli Stati Uniti. La Congregazione interviene ribadendo la validità del magistero pontificio e raccomandando la riabilitazione nel ministero a tutti i sacerdoti che dichiareranno la loro incondizionata fedeltà.

 

1972

* Il 21 febbraio 1972 la Congregazione per la dottrina della fede interviene in merito ad alcuni errori circa i misteri dell’incarnazione e della Trinità (Mysterium Filii Dei (Declaratio ad fidem tuendam in mysteria Incarnationis et Sanctissimae Trinitatis a quibusdam recentibus erroribus): cfr. AAS 64 (1972), 237-241) ribadendo che: «I cristiani poi, - e soprattutto i teologi -, a causa del loro importante ufficio e del loro necessario servizio nella chiesa devono fedelmente professare questi misteri che sono ricordati in questa dichiarazione. Inoltre, mediante l’azione e la illuminazione dello Spirito santo, i figli della chiesa devono dare la loro adesione a tutta la dottrina della chiesa sotto la guida dei loro pastori e del pastore della chiesa universale,”in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, concordino i presuli e i fedeli”».

* In data 2 maggio 1972 la Congregazione per la dottrina della fede emana una Dichiarazione riguardante i frammenti d’Ostie consacrate (Declaratio de fragmentis eucharisticis), ribadendo la cura dovuta alla Ss.ma Eucaristia anche nelle sue porzioni (cfr. Notitiae 8 (1972), 227).

 

 Ecclesiarum mater et caput

«Omnium Urbis et orbis ecclesiarum mater et caput»

 

 

 

1973

* Il 4 ottobre 1973 la Congregazione per la dottrina della fede pubblica una Notificazione riguardante la condizione scismatica dei fedeli della «Chiesa Cattolica Latina», già «Chiesa Antica Cattolica» (cfr. DocCath 71 (1974), 467).

 

1974

* Con lettera del 25 maggio 1974 la Sacra Congregazione per la dottrina della fede ritenne opportuno dichiarare quanto segue: «Il 7 maggio 1956, il vescovo della diocesi di Haarlem (Olanda), a seguito di un attento esame della causa riguardante le pretese apparizioni e rivelazioni della «Signora di tutti i popoli» dichiarava che «non constava della soprannaturalità delle apparizioni», e, conseguentemente, proibiva la venerazione pubblica dell’immagine della «Signora di tutti i popoli», come pure la divulgazione di scritti che proponevano le suddette apparizioni e rivelazioni come di origine soprannaturale. Il 2 marzo 1957 lo stesso ordinario ribadiva la sopraddetta dichiarazione, ed il Santo Uffizio, con lettera del 13 marzo dello stesso anno, lodava la prudenza e la sollecitudine pastorale dell’ecc.mo vescovo approvandone i provvedimenti. Inoltre in risposta ad un ricorso del vescovo di Haarlem del 29 marzo 1972, la S. Congregazione per la dottrina della fede, il 24 maggio dello stesso anno, confermava la decisione già presa al riguardo. Ora, a seguito di ulteriori sviluppi e dopo un nuovo e piú approfondito esame del caso, la S. Congregazione per la dottrina della fede conferma con la presente notificazione la fondatezza del giudizio già espresso dalla competente autorità ecclesiastica ed invita i sacerdoti e i laici a cessare qualsiasi propaganda circa le pretese apparizioni e rivelazioni della «Signora di tutti i popoli», esortando tutti ad esprimere la loro devozione verso la Vergine santissima, regina dell’universo (cf. lett. encicl. Ad caeli reginam: AAS 1954, 625-640), con forme riconosciute e raccomandate dalla Chiesa». Cfr. OR, 14-15.06.1974, 2.

* La Congregazione per la dottrina della fede, in data 18 novembre 1974, con la Dichiarazione sull’aborto procurato - Quaestio de abortu (Declaratio de abortu procurato) ribadisce l’immoralità della prassi abortiva, senza eccezione alcuna. Cfr. AAS 66 (1974), 730-747.

1975

* Il 15 febbraio 1975 la Congregazione per la dottrina della fede interviene sottoponendo “all’esame le due opere del professore Hans Küng, La Chiesa e Infallibile? Una domanda, che sono state pubblicate in diverse lingue. Con due diverse lettere datate rispettivamente 6 maggio 1971 e 12 luglio 1971, la Congregazione notificò all’autore le difficoltà che trovò nelle sue opinioni e lo pregò che spiegasse per scritto come tali opinioni non contraddicano la dottrina cattolica. Con una lettera del 4 luglio 1973 la Congregazione offerse al prof. Küng una ulteriore possibilità di spiegare le proprie idee mediante un colloquio. Con una sua lettera del 4 settembre 1974 il prof. Küng tralasciò anche questa possibilità. D’altra parte con le sue risposte non provò che alcune opinioni circa la Chiesa non contraddicano la dottrina cattolica ma continuò a sostenerle anche dopo la pubblicazione della dichiarazione Mysterium ecclesiae” (cfr. AAS 65 (1973), 396-408). Il documento (Declaratio de duobus operibus professoris Ioannis Küng in quibus continentur nonnullae opiniones quae doctrinae Ecclesiae Catholicae opponuntur) termina affermando che la “Congregazione, per mandato del Sommo Pontefice Paolo VI, per ora ammonisce il prof. H. Küng di non continuare ad insegnare tali opinioni e gli ricorda che l’autorità ecclesiastica gli ha affidato l’incarico di insegnare s. teologia nello spirito della dottrina della Chiesa e non invece opinioni che demoliscono questa dottrina o la mettono in dubbio”. Cfr. AAS 67 (1975). 203-204.

* Il 6 maggio 1975, mons. Pierre Mamie, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, in pieno accordo con la Santa Sede, ritirava l’approvazione canonica alla Fraternità sacerdotale San Pio X diretta da mons. Marcel Lefebvre, arcivescovo-vescovo emerito di Tulle. Le fondazioni di questa Fraternità, e in particolare il seminario di Ecône, cessavano di esistere come persone giuridiche della Chiesa Cattolica.

* S. S. Paolo VI in data 8 settembre 1975 ammonisce mons. Lefebvre scrivendo: «La coscienza della missione affidataci dal Signore ci ha portati, il 29 giugno u.s., a indirizzarvi un’esortazione, pressante e insieme fraterna. Da allora ogni giorno aspettiamo un vostro segnale che esprima sottomissione “o meglio: il vostro attaccamento e la vostra fedeltà senza riserva” al Vicario di Cristo. Non è ancora arrivato a niente. Pare che non abbiate rinunciato ad alcuna delle vostre iniziative e che, anzi, abbiate nuovi progetti. Ritenete forse che le vostre intenzioni siano male comprese? Credete forse che il Papa sia male informato o soggetto a pressioni? Caro fratello, il vostro atteggiamento ai nostri occhi è cosí grave che “ve lo ripetiamo” l’abbiamo noi stessi attentamente esaminato, in tutti gli aspetti, con la preoccupazione primaria del bene della Chiesa e un’attenzione speciale per le persone. La decisione confermata nella lettera precedente, l’abbiamo presa dopo ponderata riflessione e davanti al Signore. È ormai tempo che vi pronunciate chiaramente. Nonostante la pena che proveremmo a pubblicare i nostri interventi, non potremmo tardare oltre a farlo se non ci dichiarerete subito la vostra completa sottomissione. Vi prego, non costringeteci a un tale provvedimento, e a sanzionare in seguito un rifiuto all’obbedienza. Pregate lo Spirito santo, caro fratello: vi indicherà le rinunce necessarie e vi aiuterà a rientrare sulla strada della piena comunione con la Chiesa e con il successore di Pietro. Noi stessi l’invochiamo su voi, riconfermandovi il nostro affetto e la nostra afflizione».

* La Congregazione per la dottrina della fede il 29 dicembre 1975 emana la Dichiarazione circa alcune questioni di etica sessuale - Persona humana (Declaratio de quibusdam quaestionibus ad sexualem ethicam spectantibus), dove viene ribadita la dottrina cattolica in materia. Cfr. AAS 68 (1976), 77-96.

 

1976

* Con Decreto in data 17 settembre 1976 vengono rese note le pene canoniche in cui è incorso l’Arcivescovo Pierre-Martin Ngô-dińh-Thuc e i suoi complici a causa delle ordinazioni illecite di presbiteri e vescovi in località “El Palmar de Troya” (cfr. AAS 68 (1976), 623).

 

1978

* Il 28 gennaio 1978, a Puebla (Messico), durante la III Conferenza generale dell’episcopato latino-americano, il Papa condanna alcuni aspetti della cosiddetta “teologia della liberazione”, dottrina che si va espandendo particolarmente nella Chiesa latino-americana. Nello stesso periodo la Congregazione per la dottrina della fede emanerà due documenti: Alcuni aspetti della teologia della liberazione e Libertà cristiana e liberazione. Cfr. AAS 79 (1987), 554-599.

* Il 27 febbraio 1978 il padre redentorista tedesco Bernhard Haering, per anni docente all’Accademia Alfonsiana di Roma, viene convocato dalla Congregazione per la dottrina della fede che gli chiede l’impegno solenne di non criticare piú l’Humanae vitae, l’enciclica con cui, nel 1968, Paolo VI aveva ripetuto l’immoralità dei metodi contraccettivi non naturali. A seguito del rifiuto il p. Haering incorre nelle previste censure canoniche.

 

1979

* La Congregazione per la dottrina della fede il 3 aprile 1979 dichiara di aver “esaminato, in conformità alla propria “procedura”, il libro del padre Jacques Pohier, Quand je dis Dieu, e vi ha riscontrato delle affermazioni manifestamente non conformi alla rivelazione e al magistero della chiesa. Il risultato di detto esame è stato notificato all’autore, tramite il suo superiore generale, già dal 21 aprile 1978, con lettera nella quale lo si invitava a ritrattare pubblicamente le sue opinioni e ad esprimere la sua piena adesione alla dottrina della Chiesa. Alle ripetute istanze di questa congregazione, l’autore ha risposto limitandosi a dare delle chiarificazioni insufficienti; inoltre non ha fatto, sui punti che gli erano stati segnalati, una esplicita professione della fede della chiesa. […] La Congregazione per la dottrina della fede, sollecita del bene dei fedeli, attira l’attenzione sulla gravità degli errori qui denunciati e sulla impossibilità di considerarli come opinioni lasciate alla libera discussione dei teologi”. A seguito di ciò vieneproibito al teologo di presiedere le assemblee liturgiche e di tenere conferenze. Cfr. AAS 71 (1979), 446-447; OR, 04.04.1979, 1-2.

* Lettera della Congregazione per la dottrina della fede, in data 13 luglio 1979, a S.E. Mons. John R. Quinn, Presidente della Conferenza Episcopale Americana, contenente osservazioni sul libro “La Sessualità umana”. Studio commissionato dalla “Catholic Theological Society of America”, a cura del Rev. Antony Kosnik, (Observations about the book «“Human Sexuality”. A study commissioned by the Catholic Theological Society of America, Rev. Anthony Kosnik editor). Cfr. OR, 07.12.1979, 1-2.

* La Congregazione per la dottrina della fede in data 13 dicembre 1979 emana una Dichiarazione riguardante i colloqui avuti con il R.P. Edward Schillebeeckx circa alcuni punti della sua dottrina cristologica (cfr. DocCath 77 (1980) 16).

* La Congregazione per la dottrina della fede il 15 dicembre 1979 rende noto che: “Il professor Hans Küng è venuto meno, nei suoi scritti, all’integrità della verità della fede cattolica, e pertanto non può piú essere considerato teologo cattolico né può, come tale, esercitare il compito di insegnare”. Il teologo svizzero-tedesco aveva messo in discussione il dogma dell’infallibilità papale nell’opera Christi ecclesia contrapponendolo erroneamente a quello dell’indefettibilità della Chiesa. Cfr. Declaratio de quibusdam capitibus doctrinae theologiae professoris Ioannis Küng, qui, ab integra fidei catholicae veritate deficiens, munere docendi, qua theologus catholicus, privatus declaratur, in AAS 72 (1980), 90-92.

 

1980

* In gennaio, in un Sinodo particolare dedicato all’Olanda, il Papa corregge alcune ambiguità del cosiddetto Concilio pastorale olandese (tenutosi nel 1966-1970), in seguito diffuse negli anni precedenti. Al termine viene appositamente costituito un Consiglio sinodale per promuovere e coordinare l’applicazione delle risoluzioni sinodali opportunamente emendate.

* La Congregazione per la dottrina della fede, in data 5 maggio 1980, emana una Dichiarazione sull’eutanasia - Iura et bona (Declaratio de Euthanasia deque analgesicorum remediorum usu therapeutico recte ac proporzionate servando), ribadendone l’immoralità. Cfr. AAS 72, 1 (1980), 542-552.

* La Congregazione per la dottrina della fede, con la lettera circolare dal titolo La dispensa dal celibato sacerdotale (Litterae circulares omnibus locorum Ordinariis et Moderatoribus generalibus religionum clericalium de dispensatione a sacerdotali coelibatu), del 14 ottobre 1980, ribadisce e precisa le norme riguardanti la dispensa dal celibato e la dimissione dallo stato clericale per i sacerdoti che per gravissimi motivi ne fanno richiesta. Cfr. AAS 72 (1980) 1132-1135.

  * Il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, card. Franjo Seper, il 20 novembre 1980 scrive al p. Edward Schillebeeckx O.P. notificandogli che i chiarimenti teologici da lui forniti “non sono sufficienti per eliminare le ambiguità” dei suoi scritti in materia cristologica. Cfr. OR, 26-06-1981, 1-2. In dicembre, il teologo viene convocato dalla Congregazione per una prima verifica su alcune proposizioni ambigue che non consentiranno mai una piena riabilitazione dello stesso.

 

1981

* Il 17 febbraio 1981 la Congregazione per la dottrina della fede interviene per una rettifica circa alcune errate interpretazioni contenute nella “Dichiarazione della Conferenza dei Vescovi della Germania”, del 12-5-1980. L’allora Codice di diritto canonico (can. 2335), infatti, proibiva ai cattolici di iscriversi alle associazioni massoniche o ad altre dello stesso tipo sotto pena di scomunica. Nel 1974, pur ribadendo la stessa norma, la Congregazione per la dottrina della fede specificava che la condanna riguarda «soltanto quei cattolici che si iscrivono ad associazioni le quali di fatto operano contro la Chiesa». Nella Dichiarazione del 1981 la stessa Congregazione interveniva affermando che «non è stata cambiata in nessuna forma l’attuale disciplina canonica che prosegue nel suo totale vigore [...] non è stata abrogata la scomunica né le altre pene previste» e specificava che il documento del 1974 intendeva essere «un richiamo ai principi generali [...] per la soluzione dei casi di singole persone che possono essere sottoposti al giudizio degli ordinari», senza demandare agli Ordinari o alla Conferenze Episcopali questioni di natura dottrinale non di loro competenza. Cfr. AAS 73 (1981), 240-241.

* Nell’esortazione apostolica post-sinodale Familiaris consortio (22 novembre 1981) il Papa ribadisce che i cristiani divorziati e risposati non possono accedere all’Eucaristia, ne possono convivere more uxorio.

 

1982

* Il 27 marzo 1982 la Congregazione per la dottrina della fede interviene per rettificare alcune ambiguità contenute nel Rapporto finale della Commissione Internazionale Anglicana Romano-Cattolica.

* Il 29 giugno 1982 il Papa scrive ai vescovi del Nicaragua sottolineando le problematiche insite nella cosiddetta “Chiesa popolare” collegata alle Comunità di base nate a seguito del movimento della teologia della liberazione.

 

1983

[ Il 25 gennaio S. S. Giovanni Paolo II promulga il nuovo Codice di diritto canonico. ]

* Marzo 1983: a Managua, nel corso della visita pastorale in Nicaragua, il Papa riprende pubblicamente p. Ernesto Cardenal, entrato a far parte dell’allora governo sandinista. Nella stessa occasione il Santo Padre ribadisce la condanna della cosiddetta Chiesa popolare impegnata nel locale processo rivoluzionario.

* Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede in data 13 maggio 1983 a proposito del rev. Georges de Nantes (Notification à propos de l’abbé Georges de Nantes), circa le sue posizioni critiche nei confronti dell’autorità ecclesiastica. Cfr. OR, 16/17.05.1983, 2.

 

* Il 24 settembre 1983 la Congregazione per la dottrina della fede interviene circa la cosiddetta “Opera degli angeli” (Opus angelorum) stabilendo quanto segue:

«1. L’Opera degli angeli nella promozione della devozione verso i santi angeli deve obbedire alla dottrina della Chiesa e dei santi padri e dottori. In particolare non diffonderà tra i suoi membri e tra i fedeli un culto degli angeli che si serva di “nomi” conosciuti da presunta rivelazione privata (attribuita alla signora Gabriela Bitterlich). Non sarà lecito usare quegli stessi nomi in nessuna preghiera da parte della comunità.

2. L’Opera degli angeli non richiederà dai suoi membri e non proporrà loro la cosiddetta “promessa del silenzio” (“Schweigen - Versprechen”), anche se è legittimo custodire una giusta discrezione circa le cose interne dell’Opera degli angeli, che conviene ai membri di istituti della Chiesa.

3. L’Opera degli angeli e i suoi membri osserveranno con rigore tutte le norme liturgiche, specialmente quelle riguardanti l’eucaristia. Questo vale particolarmente per la cosiddetta “comunione riparatrice”». Cfr. AAS 84 (1992), 805-806; AAS 76 (1984), 175-176 [Lettera all’Em.mo Card. Ioseph Höffner, Arcivescovo di Colonia, riguardante l’Opera degli angeli].

* Il 26 novembre 1983, a fronte a ripetute erronee interpretazioni del nuovo Codice di Diritto Canonico, che non tratta esplicitamente della “massoneria”, la Congregazione per la dottrina della fede risponde ad un quesito ribadendo: «Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito». Cfr. AAS 76 (1984), 300.

 

1984

* La Congregazione per la dottrina della fede confuta alcune opere del teologo “della liberazione” peruviano Gustavo Gutierrez perché in esse si teme l’influenza del marxismo.

* Il 13 maggio 1984 la Congregazione per la dottrina della fede rimprovera al Rev.do Georges De Nantes accuse ingiustificate e gravemente offensive contro il Santo Padre, al pari di quelle formulate da lungo tempo contro il papa Paolo VI, specialmente in uno scritto analogo datato 1973. La Congregazione attende la ritrattazione dei suoi errori e delle accuse di eresia lanciate contro il papa Paolo VI e il Concilio Vaticano II, ritrattazione che gli era stata richiesta dopo l’esame dei suoi scritti, fatto su sua domanda, e le sue istanze del 25 e 29 aprile, 3 maggio e 5 luglio 1968. Pertanto fintanto che tale ritrattazione non sarà stata fatta e che non riguarderà anche gli attacchi dello stesso genere contro la persona di s.s. Giovanni Paolo II, non si potrà credere alla serietà del desiderio di riconciliazione che lui stesso ha manifestato in due riprese, nel 1978 e nel 1981, e che il Santo Padre è sempre disposto ad accogliere. Cfr. OR, 16/17.5.1983, 2.

* Il 13 giugno 1984 la Congregazione per la dottrina della fede confuta il libro del P. Schillebeeckx O.P. (Kerkelijk Ambt (Il ministero nella Chiesa, 1980)) e chiede l’adesione alla dottrina cattolica sul sacerdozio come esposta nella lettera Sacerdotium ministeriale del 6 agosto 1983 (cfr. AAS 75 (1983), 1001-1009). Cfr. AAS 77 (1985), 994-997.

* Con l’Istruzione Libertatis nuntius del 6 agosto 1984 (cfr. AAS 76 (1984), 876-909), la Congregazione per la dottrina della fede condanna la teologia della liberazione di stampo socialista e marxista. Il 7 settembre successivo il francescano Leonard Boff, teologo brasiliano fra i principali esponenti della teologia della liberazione, viene convocato a Roma.

* Con l’esortazione apostolica post-sinodale Reconciliatio et paenitentia (del 2 dicembre 1984) il Papa ribadisce la prassi corretta del sacramento della confessione e condanna gli abusi circa la “confessione comunitaria” utilizzata in via ordinaria.

 

1985

* Perdurando i tentativi di sminuire la portata della plurisecolare condanna della massoneria, la Congregazione per la dottrina della fede interverrà sull’argomento con un sintetico ed efficace testo comparso su L’Osservatore Romano del 11-03-1985, nel quale si spiega la principale ragione dell’inconciliabilità tra cattolicesimo e massoneria.

* Con una notificazione dell’11 marzo 1985 la Congregazione per la dottrina della fede dichiara che “le opzioni di Leonard Boff [contenute nel libro Chiesa: Carisma e potere. Saggio di Ecclesiologia militante] sono tali da mettere in pericolo la sana dottrina della fede”. Cfr. AAS 77 (1985), 756-762.

* In data 11 marzo 1985 viene pubblicata un articolo su Inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria - Riflessioni ad un anno dalla Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Cfr. OR, 11.03.1985.

 

1986

* Il 22 marzo 1986 viene pubblicata l’Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede Libertatis conscientia (cfr. AAS 79 (1987), 554-599) circa la tematica della libertà cristiana e della liberazione. Viene nuovamente condannata l’influenza del socialismo e del marxismo diffusa nella prassi pastorale di alcune chiese particolari.

* Il 25 luglio 1986 la Congregazione per la dottrina della fede dichiara “non idoneo all’insegnamento della teologia cattolica” il teologo statunitense Charles Curran, contestatore dell’enciclica di Paolo VI Humanae vitae e sostenitore della “legittimità del dissenso dall’autorità”. Cfr. AAS 79 (1987), 116-118.

* Con lettera in data 1° settembre 1986 il padre György Bulányi, sacerdote ungherese ispiratore di alcune “Comunità di base”, sostenitore di numerose ambiguità dottrinali e dell’obiezione di coscienza al servizio militare - da egli ritiene intrinsecamente malvagio - viene convocato a Roma dalla Congregazione per la dottrina della fede per un colloquio. Gli scritti di p. Bulányi erano stati vagliati precedentemente dalla Congregazione per il Clero. Cfr. EV 10, 646-659.

* Con una Notificazione del 15 settembre 1986 la Congregazione per la dottrina della fede “si vede costretta a concludere che la concezione del ministero cosí come è esposta dal professor Schillebeeckx (Pleidooi voor mensen in de Kerk, Nelissen, Baarn 1985) rimane in disaccordo con l’insegnamento della chiesa su punti importanti. La sua missione nei confronti dei fedeli le fa quindi obbligo di rendere pubblico questo giudizio”. Cfr. AAS 79 (1987), 221-223.

* Il 1° ottobre viene pubblicata la lettera Homosexualitatis problema della Congregazione per la dottrina della fede, che ribadisce come “l’inclinazione [omosessuale] stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata”; e che in nessun modo può essere moralmente accettato l’esercizio della sessualità tra persone dello stesso sesso. Cfr. AAS 79 (1987), 543-554.

 

1987

* La Congregazione per i religiosi e gli istituti secolari è stata sollecitata dal rev. padre generale della Compagnia di Gesú a dimettere dalla Compagnia di Gesú il rev. John McNeill, presbitero e religioso con professione solenne della compagnia, che era stato espulso dalla casa religiosa, in conformità al canone 703 del Codice di diritto canonico. Fra le cause si annoverano la disobbedienza ostinata alle legittime disposizioni dei superiori in materia grave e l’ostinato appoggio o la propaganda di dottrine condannate dal magistero della Chiesa cattolica, dando scandalo ampio, grave, esteriore con dichiarazioni pubbliche apparse in diversi giornali negli USA e che erano offensive nei riguardi del Magistero della Sede Apostolica. La Congregazione per i religiosi e gli istituti secolari ha approvato l’espulsione del rev. John McNeill e lo dichiara dimesso dalla Compagnia di Gesú.

* La Congregazione per la dottrina della fede invita mons. Mattew Clark, della diocesi statunitense di Rochester, a ritirare l’imprimatur ad un manuale sulla sessualità di ausilio ai genitori per l’educazione dei figli scritto da cattolici dissidenti.

* Ad aprile il comboniano padre Alex Zanotelli, su richiesta del Prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione dei Popoli, card. Josef Tomko, si dimette dalla direzione assunta nel 1978 del mensile “Nigrizia”. Da tempo la rivista aveva assunto un’impronta fortemente socialistica tanto da non avere quasi alcuna attinenza al suo nativo carattere missionario.

* La Congregazione per i Religiosi provvede alla correzione di alcune fuorvianti interpretazioni del Concilio Vaticano II in merito a presunte “pari opportunità” di religiosi laici e religiosi sacerdoti nella guida degli Ordini e Istituti religiosi. L’Ordine dei Frati Minori Cappuccini rettifica cosí alcune precedenti disposizioni capitolari.

 

1988

* Su richiesta della Congregazione per la dottrina della fede, vengono destituiti i gesuiti José Maria Castillo e Juan Antonio Estrada dall’insegnamento universitario e il claretiano Benjamin Forcano dalla direzione del periodico “Mision Abierta”.

* Il 2 giugno 1988 la Congregazione per il Culto Divino ribadisce che non è in alcun modo lecito né valido offrire il sacrificio eucaristico in assenza di un sacerdote, inoltre vengono previste con apposito direttorio le Celebrazioni domenicali in assenza del presbitero, per le comunità parrocchiali prive di un sacerdote stabilmente residente.

* Il 17 giugno 1988 Bernardin card. Gantin, prefetto della Congregazione per i vescovi, invia un grave monito a mons. Lefebvre: «Poiché il giorno 15 del corrente mese di giugno hai dichiarato di voler ordinare vescovi quattro presbiteri senza aver prima richiesto il mandato del Sommo Pontefice di cui al canone 1013 del Codice di diritto canonico, ti invio questa pubblica canonica ammonizione, confermando che se porterai a compimento un tale progetto, tu stesso e i vescovi da te ordinati incorrerete ipso facto nella scomunica latae sententiae, riservata alla Sede Apostolica, secondo il canone 1382. Perciò ti scongiuro e ti supplico nel nome di Gesú Cristo, di riflettere seriamente su ciò che stai per intraprendere contro le leggi della sacra disciplina, e su tutti i gravissimi effetti che ne derivano contro la stessa comunione della Chiesa cattolica di cui tu stesso sei vescovo».

* Il 1° luglio 1988 la Congregazione per la dottrina della fede pubblica il documento relativo alla “Professione di fede” e al “Giuramento di fedeltà”, sottolineando il dovere dell’ossequio a “tutti i contenuti trasmessi dal Magistero ordinario e universale della Chiesa”, alle “verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi” e agli “insegnamenti del Pontefice” e “del collegio episcopale” quando “esercita il suo Magistero autentico”. Cfr. AAS 90 (1998), 542-551.

* Con il decreto Dominus Marcellus Lefebvre della Congregazione per i vescovi, del 1° luglio 1988, viene comminata la scomunica all’arcivescovo scismatico Marcel Lefebvre e ai suoi seguaci: «Monsignor Marcel Lefebvre, arcivescovo-vescovo emerito di Tulle, avendo - nonostante l’ammonizione formale del 17 giugno scorso e i ripetuti interventi perché desistesse dal suo intento - compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso nella pena prevista dal can. 1364 §1 e dal can. 1382 del Codice di diritto canonico. Dichiaro a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto monsignor Marcel Lefebvre sia Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Dichiaro inoltre che monsignor Antonio de Castro Mayer, vescovo emerito di Campos, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante e avendo pubblicamente aderito all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal can. 1364 §1. Si ammoniscono i sacerdoti e i fedeli a non voler aderire allo scisma di monsignor Lefebvre, perché incorrerebbero ipso facto nella gravissima pena della scomunica». Il Santo Padre con il motu proprio Ecclesia Dei del 2 luglio, auspica che “si metta in luce la continuità del Concilio con la Tradizione”.

* Il nunzio apostolico del Brasile, mons. Carlo Furno, consegna a mons. Pedro Casaldáliga, vescovo di São Felix do Araguaia, una lettera di ammonizione per le sue posizioni circa la cosiddetta “teologia della liberazione” e i relativi movimenti estremisti.

 

1989

* Il 6 gennaio 163 teologi e teologhe di area germanofona firmano la cosiddetta “Dichiarazione di Colonia” in cui contestano il fatto che alla Sede Apostolica si debba obbedienza sia su alcune verità fondamentali della fede riguardanti Gesú Cristo che su altre esposte dal magistero ordinario e universale (in particolare all’enciclica di Papa Paolo VI, Humanae vitae). Viene rivendicato il diritto delle chiese particolari circa la nomina dei vescovi. Il Santo Padre, direttamente o indirettamente, respingerà punto per punto le richieste dei ribelli.

* La Santa Sede pone il veto alla pubblicazione di un libro che avrebbe dovuto contenere gli atti di un congresso di moralisti cattolici svoltosi a Roma, all’Accademia Alfonsiana, nell’aprile del 1988. Il volume avrebbe dovuto riportare una relazione del p. Bernhard Haering, nella quale si criticavano l’antropologia e la teologia dell’enciclica Humanae vitae.

* La Congregazione per l’Educazione Cattolica dispone il ritiro dall’insegnamento presso la Pontificia Università Lateranense del professor don Luigi Sartori, titolare della cattedra di Ecumenismo. Don Sartori era uno dei promotori del manifesto dei teologi italiani dissidenti analogo a quello della “Dichiarazione di Colonia”.

* Il gesuita Paul Valadier, direttore di “Études”, uno dei 157 teologi francofoni firmatari della lettera di adesione alla “Dichiarazione di Colonia”, si dimette dall’incarico.

* Don Vittorio Cristelli, direttore del settimanale diocesano “Vita trentina”, si dimette dall’incarico. Il settimanale aveva pubblicato il documento dei 63 teologi italiani in sostegno alla cosiddetta “Dichiarazione di Colonia”.

* La Congregazione per l’Educazione Cattolica decreta la chiusura in Brasile del seminario regionale del Nordeste II e dell’Istituto teologico di Refice, entrambi fondati da mons. Helder Câmara a motivo della formazione “non affidabile” in essi impartita.

* La Segreteria di Stato, in data 7 agosto 1989, afferma che né la JOC (Gioventú operaia cristiana) né la correlata JOCI (Gioventú operaia cristiana internazionale) sono piú riconosciute come legittimi interlocutori dalla Santa Sede: «a partire dal 26 giugno 1989, la JOCI non è piú riconosciuta dalla Santa Sede e il protocollo di accordo firmato con essa nel 1987 è rescisso. Contemporaneamente, viene firmato un nuovo protocollo con la CIJOC, col quale si riconosce quest’ultima come organizzazione internazionale cattolica (OIC) con tutti i diritti ed effetti che questo riconoscimento comporta».

* Il 19 settembre 1989 la Congregazione per la dottrina della fedea seguito dell’Istruzione “I fedeli chiamati” rinnova l’obbligo della pubblica professione di fede per quanti sono chiamati ad esercitare un ufficio in nome della Chiesa. Cfr. et Formula da usarsi per la professione di fede e il giuramento di fedeltà nell’assumere un officio da esercitarsi a nome della Chiesa (Professio fidei et Iusiurandum fidelitatis in suscipiendo officio nomine Ecclesiae exercendo), del 1° luglio 1988. Cfr. AAS 81 (1989) 104-106; (cfr. Rescriptum ex Audientia, 1169).

 

 Cupola di San Pietro

«Tibi dabo claves regni caelorum et quodcumque ligaveris super terram erit ligatum in caelis
et quodcumque solveris super terram erit solutum in caelis» (Mt 16,19)

 

 

 

1990

* Il 24 maggio la Congregazione per la dottrina della fede pubblica l’Istruzione Donum veritatis sulla vocazione e sulla responsabilità ecclesiale del teologo (cfr. AAS 82 (1990), 1550-1570).

* La Congregazione per l’educazione cattolica pone il veto alla Facoltà di Teologia dell’Università svizzera di Friburgo circa la laurea “honoris causa” a mons. Rembert Weakland, vescovo di Milwaukee (USA), a seguito di alcune interpretazioni ambigue del Concilio Vaticano II.

 

1991

* La Sede Apostolica rimuove il vescovo messicano di Oaxaca, mons. Bartolomé Carrasco Briseno, compromessosi con alcune frange estremistiche della “teologia della liberazione”.

* Viene sottoposta a riesame la Bibbia stampata dalle Edizioni Paoline brasiliane, sostenuta da alcuni teologi della liberazione.

* Viene ridefinito l’assetto interno di “Vozes”, la piú antica editrice cattolica brasiliana, che vedeva come direttore dell’omonima rivista padre Leonardo Boff OFM. Il religioso lascerà la rivista e l’ordine francescano dei Minori l’anno dopo.

* La Sede Apostolica vieta l’insegnamento al teologo e psicanalista tedesco Eugen Drewermann, le cui opere risultano affette da una concezione psicanalitica ambigua e da pesanti critiche all’organizzazione ecclesiastica e al celibato sacerdotale. Poco dopo al Drewermann verrà vietato anche il ministero della predicazione. Poco dopo il teologo abbandonerà anche il ministero sacerdotale.

* Il 9 marzo 1991 la Congregazione per la dottrina della fede pubblica la Notificazione sulla non validità del battesimo conferito dalla «Christian Community» o «Die Christengemeinschaft» di Rudolf Steiner (cfr. AAS 83 (1991), 422).

 

1992

* Il 31 gennaio 1992 la Congregazione per la dottrina della fede condanna un’opera del teologo moralista canadese André Guindon (The Sexual Creators, An Ethical proposal for Concerned Christians, University Press of America, Lanham-New York-London 1986) le cui tesi sui temi della sessualità conterrebbero “gravi dissonanze non solo con l’insegnamento del Magistero piú recente, ma anche con la dottrina tradizionale della Chiesa”. Cfr. OR, 31.1.1992.

* L’ordine domenicano espelle il teologo Mattew Fox, che era già stato richiamato nel 1988 dalla Sede Apostolica, a causa delle sue contestazioni in materia di morale sessuale.

* La Sede Apostolica dichiara “fuori luogo” la proposta dell’arcivescovo di Milwaukee, mons. Rembert Weakland, di conferire l’ordinazione sacerdotale a uomini sposati in tutte quelle situazioni pastorali di “estrema necessità”.

* Con la lettera Communionis notio (28 maggio 1992), la Congregazione per la dottrina della fede afferma la dottrina cattolica sulla collegialità episcopale (cfr. AAS 85 (1993), 838-850).

* La Santa Sede contesta il nihil obstat a un’opera del domenicano p. Philippe Denis della Facoltà di Teologia cattolica di Strasburgo a causa di alcune false tesi sull’Opus Dei.

* Il 20 novembre 1992 la Congregazione per la dottrina della fede pubblica la Notificazione circa la non validità del battesimo conferito presso «The New Church» (cfr. AAS 85 (1993), 179).

 

1993

* Il 22 aprile la Sala stampa vaticana rende nota la dichiarazione finale di un convegno organizzato in marzo dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il testo - firmato tra gli altri dal card. Alfonso López Trujillo, presidente del Consiglio, e da mons. Dionigi Tettamanzi - riafferma che le tesi magisteriali sulla contraccezione e invita la comunità cristiana ad opporsi alla legalizzazione del divorzio.

* In una lettera pastorale comune (10 luglio) tre vescovi tedeschi, tra i quali mons. Karl Lehmann, vescovo di Magonza, prospettano la tesi che un divorziato risposato che sia in coscienza convinto della nullità del suo precedente matrimonio possa accostarsi alla comunione eucaristica. La Congregazione per la dottrina della fede chiarisce che in ogni caso tale prassi non è lecita.

 

1994

* La Congregazione per la dottrina della fede pubblica il 20 dicembre la lettera circolare “A due anni”, destinata ai presidenti delle conferenze episcopali e riguardante le “opere di sintesi” del Catechismo della Chiesa Cattolica. La lettera era motivata anche a causa di alcune traduzioni anglofone caratterizzate da un linguaggio troppo secolarizzato circa la concezione della donna.

* Con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis del 22 maggio 1994 il Santo Padre, “in virtú del [suo] ministero di confermare i fratelli” dichiara che “la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale, e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli”. Cfr. AAS 87 (1995), 1114.

* La Congregazione per la dottrina della fede, nella “Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica circa la ricezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati” (Epistula ad Catholicae Ecclesiae Episcopos de receptione communionis eucharisticae a fidelibus qui post divortium novas inierunt nuptias), del 14 settembre 1994, ribadisce l’impossibilità di dare la comunione ai cattolici divorziati e risposati. Cfr. AAS 86 (1994) 974-979.

* La Congregazione per la dottrina della fedeinterviene in merito alla nomina della teologa femminista Teresa Berger alla cattedra di Liturgia della Facoltà teologica dell’Università di Bochum, in Germania.

 

1995

* La Congregazione per i Vescovi revoca il mandato canonico a mons. Jacques Gaillot, vescovo di Evreux (Francia), che con la sua azione pastorale ideologicamente orientata provocava grave disorientamento tra i fedeli.

* Il missionario comboniano p. Renato Kizito Sesana viene rimosso dal suo incarico di direttore della rivista keniana “New People”, essendo decaduta ampiamente dalle sue finalità missionarie.

* Mons. Samuel Ruiz, vescovo del Chiapas, teorico di una chiesa indigena parallela a quella di Cristo, viene affiancato da un vescovo coadiutore con diritto di successione, mons. Raúl Vera Lopez.

* Il 6 ottobre 1995 la Congregazione per la dottrina della fedeinterviene in merito agli scritti di Vassulla Ryden con una Notificazione. Detti scritti conterrebbero messaggi attribuiti a presunte rivelazioni celesti. La Notificazione sottolinea che nei volumi della Ryden - dove, fra l’altro, compaiono in abbondanza elementi millenaristici - sono presenti errori dottrinali e si parla “con un linguaggio ambiguo delle Persone della Santissima Trinità, fino a confondere gli specifici nomi e funzioni delle Persone Divine”. La Notificazione mette in luce inoltre “il carattere sospetto delle modalità con cui avvengono tali presunte rivelazioni”. La Congregazione per la dottrina della fede poi prosegue affermando: “Il fatto che negli scritti posteriori della Ryden i sopraddetti errori non appaiano piú, è segno che i presunti ‘messaggi celesti’ sono solo frutto di meditazioni private” e conclude che: “l’effetto delle attività svolte da Vassulla Ryden è negativo [...]”, invitando perciò i fedeli a “non considerare come soprannaturali gli scritti e gli interventi della Signora Vassulla Ryden”. Cfr. AAS 88 (1996), 956-957.

 

1996

* Con un editoriale su L’Osservatore romano del 2 febbraio e approvato dalla massima autorità, la Sede Apostolica condanna le opinioni di 16 teologi moralisti di area germanofona che in un libro avevano contestato l’enciclica Veritatis splendor “su questioni fondamentali della dottrina morale” (6 agosto 1993) riducendola ad un mero tentativo di imporre una posizione teologica di parte. L’editoriale riafferma il ruolo del magistero pontificio e l’obbedienza ad esso dovuta.

 

1997

* In data 2 gennaio 1997 la Congregazione per la dottrina della fede commina la scomunica al teologo Tissa Balasuriya O.M.I. a causa delle sue dottrine contrarie su diversi punti essenziali alla fede cristiana (Mary and human liberation). Il teologo, riconosciuti i propri errori, verrà riabilitato nel 1998. Diverse osservazioni su un libro del p. Balasuriya erano già state divulgate nel 1994. Cfr. OR, 5.1.1997, 2.

* L’11 febbraio 1997 viene emanato un decreto inteso ad ottenere una maggiore vigilanza sulla Società San Paolo, proprietaria delle Edizioni Paoline. S. S. Giovanni Paolo II nominò mons. Antonio Buoncristiani delegato presso la Società S. Paolo, con l’incarico di “esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore generale che al Superiore provinciale”. Nel decreto si specifica “per completezza di informazione” che la sua autorità si estende su tutti i periodici quali Famiglia Cristiana, Jesus, Vita Pastorale, etc... e sulle Edizioni San Paolo. Nell’aprile del 1998, viene rimosso dalla guida di Famiglia cristiana il direttore, don Leonardo Zega, che lascerà definitivamente il periodico il 12 ottobre seguente.

* La Santa Sede dispone la chiusura dell’Istituto Interreligioso e del Centro di Studi cattolici di Città del Messico, dipendenti dalla Conferenza degli Istituti religiosi messicani (CIRM) nonché l’Istituto Teologico del Collegio Maximo de Cristo Rey con l’annesso Centro di riflessione teologica retto dalla Compagnia di Gesú. Fra le ragioni determinanti le imprudenti opzioni a favore della teologia della liberazione.

* La Conferenza dei religiosi colombiani viene ripresa con lettera della Congregazione per la dottrina della fede, a causa delle deviazioni riscontrate nella relazione del primo incontro nazionale di teologia della vita religiosa, svoltosi a Bogotá nell’aprile 1996 e pubblicate nella rivista “Vinculum” della Conferenza sopra citata. La relazione conteneva uno stile aggressivo e critico verso la stessa gerarchia ecclesiastica pretendendo di elaborare una teologia della vita religiosa a prescindere da un’attenta considerazione delle Scritture, della Tradizione e del Magistero.

* Con una Istruzione interdicasteriale, firmata il 15 agosto 1997 dai responsabili di otto fra dicasteri e uffici della Curia Romana, la Sede Apostolica precisa i termini della collaborazione laicale al ministero dei sacerdoti.

* Il 20 settembre mons. Jorge Medina Estévez, pro-prefetto della Congregazione per il Culto Divino, comunica a mons. Anthony Pilla, Presidente della Conferenza episcopale statunitense, che la relativa traduzione inglese dei libri liturgici “non esprime accuratamente” il senso del testo latino e “non è esente da problemi dottrinali”.

* A seguito dell’intervento della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, la Conferenza episcopale della Corea del Sud sancisce il divieto di pubblicazione per tre sacerdoti, p. John Sye Kong-seok, p. Paul Cheong Yang-mo (entrambi docenti dell’Università Sogang di Seul, tenuta dai gesuiti) e p. Edouard Ri Je-min (professore dell’Università cattolica di Kwangiu e direttore della rivista “Skinhak Chonmang”). I tre risultano sostenitori di idee “per nulla conformi alla dottrina cattolica”, in particolare su temi quali il sacerdozio femminile, il celibato dei preti, l’evangelizzazione e l’inculturazione.

 

1998

* La Congregazione per la dottrina della fede sottopone a nuova verifica le posizioni teologiche del peruviano Gustavo Gutiérrez, che suscitano problemi nella Chiesa latino-americana già dal 1983.

* La Congregazione per la dottrina della fede confuta il libro del teologo australiano Paul Collins, Il potere papale. Una proposta di cambiamento per il cattolicesimo del Terzo millennio. Collins lascerà poi il ministero sacerdotale nel 2001.

* La Congregazione per il Clero, presieduta dal card. Darío Castrillón Hoyos suggerisce al vescovo inglese mons. Peter Smith il ritiro di un testo di religione per le scuole secondarie a motivo del suo sostegno a favore della teologia della liberazione.

* Con una Notificazione datata 24 giugno 1998, la Congregazione per la dottrina della fede dichiara che il gesuita indiano Anthony de Mello ha sostenuto nelle sue opere posizioni incompatibili con la fede cattolica: «De Mello mostra apprezzamento per Gesú, del quale si dichiara “discepolo”. Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L’unica differenza con gli altri uomini è che Gesú era “sveglio” e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli uomini sono figli di Dio. Anche le affermazioni sul destino definitivo dell’uomo destano perplessità. In qualche momento si parla di uno “scioglimento” nel Dio impersonale, come il sale nell’acqua. In diverse occasioni si dichiara irrilevante anche la questione del destino dopo la morte. Deve interessare soltanto la vita presente. Quanto a questa, dal momento che il male è solo ignoranza, non ci sono regole oggettive di moralità. Bene e male sono soltanto valutazioni mentali imposte alla realtà. Coerentemente con quanto esposto finora, si può comprendere come secondo la logica dell’Autore qualsiasi credo o professione di fede sia in Dio che in Cristo non può che impedire l’accesso personale alla verità. La Chiesa, facendo della parola di Dio nelle Sacre Scritture un idolo, ha finito per scacciare Dio dal tempio. Di conseguenza essa ha perduto l’autorità di insegnare nel nome di Cristo. Al fine pertanto di tutelare il bene dei fedeli, questa Congregazione ritiene necessario dichiarare che le posizioni suesposte sono incompatibili con la fede cattolica e possono causare gravi danni». Cfr. AAS 90 (1998), 833-834.

* Papa Giovanni Paolo II con il motu proprio Ad tuendam fidem precisa l’applicazione della Professione di fede prescritta nel 1989. La lettera è accompagnata da una Nota dottrinale illustrativa della Congregazione per la dottrina della fedeillustrante il dovere, da parte di ogni teologo, di impegnarsi ad accogliere “fermamente” le verità proclamate “in modo definitivo” dal Magistero, senza che sia necessaria una esplicita “definizione dogmatica”. In tale categoria - precisa il testo - rientra l’insegnamento pontificio sull’ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini.

* Con il motu proprio Apostolos suos del 21 maggio il Pontefice chiarisce la natura e i poteri delle Conferenze episcopali. Il documento precisa la natura pastorale e non precipuamente dottrinale delle Conferenze medesime.

* La Congregazione per la dottrina della fede interdice l’insegnamento presso la Pontificia Università Gregoriana al teologo gesuita Jacques Dupuis per il suo libro intitolato Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso. La condanna viene resa nota il 24 gennaio 2001 con una Notificazione nella quale si afferma che nel libro si riscontrano “notevoli ambiguità e difficoltà su punti dottrinali di portata rilevante, che possono condurre il lettore a opinioni erronee o pericolose”, inoltre: «La Congregazione per la Dottrina della Fede, adempiuta la procedura ordinaria dell’esame in tutte le sue fasi, ha deciso di redigere una Notificazione con l’intento di salvaguardare la dottrina della fede cattolica da errori, ambiguità o interpretazioni pericolose. Tale Notificazione, approvata dal Santo Padre nella Udienza del 24 novembre 2000, è stata presentata al P. Jacques Dupuis, e da lui è stata accettata. Con la firma del testo l’Autore si è impegnato ad assentire alle tesi enunciate e ad attenersi in futuro nella sua attività teologica e nelle sue pubblicazioni ai contenuti dottrinali indicati nella Notificazione, il cui testo dovrà comparire anche nelle eventuali ristampe o riedizioni del libro in questione, e nelle relative traduzioni. La presente Notificazione non intende esprimere un giudizio sul pensiero soggettivo dell’Autore; ma si propone piuttosto di enunciare la dottrina della Chiesa a riguardo di alcuni aspetti delle suddette verità dottrinali, e nello stesso tempo di confutare opinioni erronee o pericolose, a cui, indipendentemente dalle intenzioni dell’Autore, il lettore può pervenire a motivo di formulazioni ambigue o spiegazioni insufficienti contenute in diversi passi del libro. In tal modo si ritiene di offrire ai lettori cattolici un sicuro criterio di valutazione, consono con la dottrina della Chiesa, al fine di evitare che la lettura del volume possa indurre a gravi equivoci e fraintendimenti». Cfr. OR, 26-27.02.2001, 11. Vedasi anche l’articolo di commento della Notificazione a proposito del libro di J. Dupuis: Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso (12 marzo 2001).

* La Congregazione per l’Educazione Cattolica allontana dalla cattedra di Filosofia del Diritto dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano il prof. Luigi Lombardi Vallauri che aveva imprudentemente diffuso bizzarre tesi sull’inferno, sul peccato originale, sull’autorità del magistero ecclesiastico e sulla morale sessuale.

 

1999

* Il 6 aprile la Congregazione per la dottrina della fede confuta numerose tesi avanzate da una sorta di assemblea sinodale denominata “Dialogo per l’Austria”, in particolare sulla contraccezione, sulla comunione ai divorziati risposati e sul clero uxorato.

* Con una notificazione in data 31 maggio 1999 la Congregazione per la dottrina della fede vieta permanentemente a p. Robert Nugent e a suor Jeannine Gramick, religiosi statunitensi, “ogni attività pastorale in favore delle persone omosessuali”, avendo constatato che sin dall’inizio della loro attività nel 1977, essi non condannavano “la malizia intrinseca degli atti omosessuali”, mettendo inoltre “ripetutamente in discussione elementi centrali dell’insegnamento della Chiesa” in materia. Cfr. AAS 91 (1999), 821-825.

* Il 18 settembre la Segreteria di Stato e la Congregazione per la dottrina della fede dispongono il ritiro dei consultori cattolici germanici dal relativo sistema statale che per legge è tenuto ad assecondare qualsiasi donna desideri abortire.

 

2000

* Il 14 gennaio, in una lettera al presidente della Commissione Internazionale per la lingua inglese nella liturgia (ICEL), mons. Maurice Taylor, la Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti chiede di ritirare tutte le copie del libro liturgico dei Salmi tradotto in inglese, perché contengono errori dottrinali che rischiano di arrecare danno alla fede.

* Con la dichiarazione Dominus Iesus, del 6 agosto, la Congregazione per la dottrina della fede riafferma l’unicità salvifica di Cristo (cfr. AAS 92 (2000), 742-765).

* La Congregazione per il Culto Divino, il 28 luglio, pubblica un’”Istruzione generale sul Messale romano”, che funge da introduzione alla nuova versione del Messale Romano. In essa vengono corretti alcuni abusi diffusi sia fra i laici, sia fra i chierici.

* Nel settembre 2000 cessa le pubblicazioni il settimanale dell’Azione Cattolica italiana “SegnoSette”, che in numerose occasioni aveva espresso posizioni divergenti dall’insegnamento cattolico su temi politici, ecclesiali e morali.

* La Congregazione per la dottrina della fede, con una Notificazione del 30 novembre 2000, ottiene l’abiura dal teologo austriaco Reinhard Messner che aveva tra l’altro sostenuto che “in caso di conflitto è sempre la tradizione, ovvero la teologia, che deve essere corretta a partire dalla Scrittura, e non la Scrittura che deve essere interpretata alla luce di una tradizione successiva (o di una decisione magisteriale”. In conclusione: «La Congregazione per la Dottrina della Fede, in conformità con il suo Regolamento per l’esame delle dottrine, ha esaminato alcune opere del Professor Dr. Reinhad Messner (Innsbruck/Austria), che trattano aspetti fondamentali della fede e della vita sacramentale della Chiesa. La procedura d’esame si conclude ufficialmente con la pubblicazione di questa “Notificazione”, che è stata prima presentata al Professor Messner e da lui accettata. Con la firma del testo l’autore si è impegnato per il futuro ad attenersi ai chiarimenti contenuti nella “Notificazione”. Essi saranno criterio vincolante per la sua attività teologica e per le sue future pubblicazioni teologiche». Cfr. AAS 93 (2001) 385-403.

 

2001

* La Congregazione per la dottrina della fede, con una Notificazione del 22 febbraio 2001 ottiene dal teologo redentorista spagnolo p. Marciano Vidal la ritrattazione delle sue tesi su contraccezione, aborto e omosessualità, aliene dalla dottrina cattolica: «...gli Em.mi ed Ecc.mi Padri della Sessione Ordinaria, rispettivamente del 14 giugno 2000 e del 7 febbraio corrente, hanno preso atto con soddisfazione della adesione del R.P. Vidal ed hanno comunque confermato la procedura prevista, e cioè la pubblicazione della presente Notificazione. Decidevano, inoltre, che le edizioni de Moral de actitudes (compreso anche il volume sulla morale sociale), del Diccionario de ética teológica, de La propuesta moral de Juan Pablo II e delle rispettive traduzioni in altre lingue anteriori alla data della Notificazione stessa non possono essere adottate per la formazione teologica, e che l’Autore rielaborasse, in particolare, Moral de actitudes, sotto la supervisione della Commissione Dottrinale della Conferenza Episcopale Spagnola. Il testo della presente Notificazione con le relative clausole, tramite il Superiore Generale, è stato trasmesso al R.P. Vidal, che lo ha accettato apponendovi la propria firma. Questa risoluzione, che non intende giudicare la persona dell’Autore, la sua intenzione né la totalità della sua opera e del suo ministero teologico, ma soltanto gli scritti presi in esame, è volta a tutelare il bene presente e futuro dei fedeli, dei pastori e dei professori di teologia morale, soprattutto di quanti si sono formati secondo la teologia dell’Autore o che comunque si riconoscono nelle stesse prospettive teologico-morali, affinché essi si allontanino dagli errori o lacune nei quali sono stati formati o persistono tuttora, nonché dalle conseguenze pratiche che tali posizioni hanno in ambito pastorale e ministeriale». Cfr. AAS 93 (2001) 545-555. Vedasi anche l’articolo In margine alla Notificazione circa alcuni scritti del R.P. Marciano Vidal, C.Ss.R., in data 15 maggio 2001.

* La Sede Apostolica vieta a suor Joan Chittister, teologa benedettina statunitense, di partecipare in giugno, a Dublino, alla Conferenza della Rete mondiale per l’ordinazione delle donne.

* Il 5 giugno 2001 la Congregazione per la dottrina della fede pubblica la Risposta al Dubbio proposto sulla validità del Battesimo conferito presso «La Chiesa di Gesú Cristo dei Santi dell’Ultimo Giorno», detta «Mormoni» notificandone l’invalidità (cfr. AAS 93 (2001), 476).

* La Congregazione per la dottrina della fede, il 1° luglio 2001, pubblica una Nota sul valore dei Decreti dottrinali concernenti il pensiero e le opere del rev.do Sac. Antonio Rosmini Serbati (1797-1855). Due sue opere nel 1849 vennero poste all’Indice, dimettendo poi dall’esame, con Decreto dottrinale della Sacra Congregazione dell’Indice, l’opera omnia nel 1854, e, successivamente, condannando nel 1887 quaranta proposizioni, tratte da opere prevalentemente postume e da altre opere edite in vita, col Decreto dottrinale, denominato Post obitum, della Sacra Congregazione del Sant’Uffizio (Denz. 3201-3241). La Nota conclude che: «Si possono attualmente considerare ormai superati i motivi di preoccupazione e di difficoltà dottrinali e prudenziali, che hanno determinato la promulgazione del Decreto Post obitum di condanna delle “Quaranta Proposizioni” tratte dalle opere di Antonio Rosmini. E ciò a motivo del fatto che il senso delle proposizioni, cosí inteso e condannato dal medesimo Decreto, non appartiene in realtà all’autentica posizione di Rosmini, ma a possibili conclusioni della lettura delle sue opere. Resta tuttavia affidata al dibattito teoretico la questione della plausibilità o meno del sistema rosminiano stesso, della sua consistenza speculativa e delle teorie o ipotesi filosofiche e teologiche in esso espresse. Nello stesso tempo rimane la validità oggettiva del Decreto Post obitum in rapporto al dettato delle proposizioni condannate, per chi le legge, al di fuori del contesto di pensiero rosminiano, in un’ottica idealista, ontologista e con un significato contrario alla fede e alla dottrina cattolica». Cfr. OR, 30.6-1.7.2001, p. 5.

* Con una Notificazione del 17 settembre la Congregazione per la dottrina della fede e la Congregazione per il Clero ribadiscono l’impossibilità dell’ordinazione anche solo diaconale delle donne.

* Il 24 dicembre il Santo Padre riammette nella piena comunione con la Chiesa i sacerdoti brasiliani tradizionalisti. Tra questi sacerdoti, già scomunicato perché seguace del vescovo scismatico mons. Lefebvre, viene nominato il vescovo della Diocesi, Mons. Licinio Rangel. Si tratta di un gesto di grande portata ecumenica, che alcuni mass media indicano come inteso a rafforzare il dialogo con alcune chiese orientali scismatiche.

 

2002

* Il frate minore francescano svizzero Josef Imbach, docente di teologia fondamentale alla Pontificia Facoltà teologica San Bonaventura di Roma lascia l’incarico a seguito di osservazioni su un suo libro che poneva interrogativi circa la storicità degli eventi miracolosi narrati nel Nuovo Testamento.

* Con un Monitum del 5 luglio 2002 la Congregazione per la dottrina della fede preannuncia la scomunica a sette donne che avevano dichiarato di volersi far “ordinare prete” il 29 luglio seguente da un vescovo argentino incorso nella scomunica.

* Il 5 agosto 2002 la Congregazione per la Dottrina della Fede rende pubblico il decreto di scomunica [cfr. OR 5-6 agosto 2002, 5] relativo al vescovo Romulo Antonio Braschi, che ha attentato di conferire l’ordinazione sacerdotale a donne cattoliche, la Congregazione confermare inoltre che questi, in quanto scismatico, era già incorso nella scomunica riservata alla Sede Apostolica:

«In riferimento al monito di questa Congregazione dello scorso 10 luglio, pubblicato il giorno successivo, e considerato che entro la data fissata del 22 luglio 2002 le donne Christine Mayr-Lumetzberger, Adelinde Theresia Roitinger, Gisela Forster, Iris Müller, Ida Raming, Pia Brunner e Angela White non hanno manifestato alcun segno di ravvedimento o di pentimento per il gravissimo delitto da loro compiuto, questo Dicastero, in ottemperanza a tale monito, dichiara che le suddette donne sono incorse nella scomunica riservata alla Sede Apostolica con tutti gli effetti stabiliti nel can. 1331 CIC. Nell’adempiere tale doveroso intervento, la Congregazione confida che esse, sorrette dalla grazia dello Spirito Santo, possano ritrovare il cammino della conversione per il ritorno all’unità della fede e alla comunione con la Chiesa che hanno infranto con il loro gesto».

* Un comunicato della Commissione teologica internazionale, in data 17 ottobre, presieduta dal card. Ratzinger, ribadisce le ragioni teologiche e storiche che impediscono l’ordinazione diaconale delle donne.

* Il 22 novembre 2002 l’abate di Montevergine, mons. Giovanni Tarcisio Nazzaro, revoca a don Vitaliano Della Sala il mandato canonico, essendosi questi segnalato per la sua attività di fiancheggiatore di vari movimenti politici e radicalisti ostili alla Chiesa. Nel provvedimento (preceduto da due ammonizioni canoniche nel 2000 e nel 2001) l’Abate invitava il suddetto sacerdote a desistere dal pubblico dissenso dal magistero ecclesiale, ad interrompere la “frequenza di ‘centri’ e ‘associazioni’ ben noti per la diffusione di idee in contrasto con la dottrina e l’insegnamento della Chiesa e che non rifuggono neanche dalla violenza”, e lo invitava a pentirsi di aver trascurato i suoi doveri sacerdotali.

* La Congregazione per il Culto Divino con lettera del 16 maggio 2002 ribadisce che è “assolutamente sconsigliabile”, “imprudente” e “rischiosa” l’ordinazione sacerdotale di persone aventi problematiche omosessuali.

 

2003

* In data 15 gennaio la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica notifica ai Superiori e alle Superiori generali il dovere di escludere dalla vita consacrata coloro che siano afflitti da gravi problematiche sessuali.

* La Congregazione per la dottrina della fede,in data 16 gennaio 2003, emana la Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, invitando tutti i fedeli alla massima coerenza fra l’impegno religioso e quello politico. Cfr. OR, 17.01.2003, 6-7.

* Con decreto della Congregazione per la dottrina della fede,in data 25 gennaio 2003, confermato “dal sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con suprema ed inappellabile decisione senza alcuna possibilità di appello”, don Franco Barbero, ispiratore delle “Comunità di base” a Pinerolo, viene “dimesso dallo stato clericale”. Il suddetto, nonostante i ripetuti ammonimenti dell’Ordinario diocesano, aveva ripetutamente e pubblicamente benedetto “matrimoni” tra omosessuali auspicando un’opposizione generalizzata contro la Chiesa.

* La Congregazione per la dottrina della fede invita la Commissione dottrinale della Conferenza episcopale spagnola a notificare al teologo Juan José Tamayo che le tesi su Gesú Cristo contenute nei suoi scritti contengono gravi errori dottrinali.

* Con l’enciclica Ecclesia de Eucaristia, in data 17 aprile 2003, il Santo Padre riafferma la dottrina della transustanziazione e vieta qualsiasi communicatio in sacris con le comunità ecclesiali nate dalla Riforma protestante. L’enciclica inoltre ribadisce che i cattolici divorziati e risposati non possono accostarsi all’Eucaristia.

* In data 31 luglio 2003 la Congregazione per la dottrina della fede emana le Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali richiamando i politici cattolici al dovere della coerenza e al senso di responsabilità per la famiglia basata sul matrimonio, unica vera istituzione familiare e chiedendo loro di adoperarsi al fine di non consentire l’approvazione di leggi che ammettano una qualsiasi equiparazione tra il matrimonio e l’unione di due persone dello stesso sesso.

 

2004

* La Congregazione per la dottrina della fede, con notificazione in data 13 dicembre 2004,dopo aver sottoposto a verifica le tesi del gesuita p. Roger Haight nei cui scritti emergono ambiguità circa la dottrina cristologica, la Santissima Trinità, l’Unicità e universalità della mediazione salvifica di Gesú e della Chiesa e la Risurrezione di Cristo, conclude: «La Congregazione per la Dottrina della Fede si sente obbligata a dichiarare che le [...] affermazioni contenute nel libro Jesus Symbol of God di Padre Roger Haight S.J. sono da qualificare come gravi errori dottrinali contro la fede divina e cattolica della Chiesa. Di conseguenza, è vietato all’Autore l’insegnamento della teologia cattolica finché le sue posizioni non siano rettificate cosí da essere in piena conformità con la dottrina della Chiesa».

 

2005

* La Congregazione per la Dottrina della Fede, onde tutelare il diritto dei fedeli nella scelta di una propria forma di vita spirituale conforme alla retta dottrina e prassi ecclesiale, ha disposto la divulgazione del dispositivo della sentenza emessa in secondo grado di giudizio - e, pertanto, passata “in giudicato” - dal Tribunale Apostolico del predetto Dicastero nei confronti del presbitero Andrea D’Ascanio - al secolo Nicola - della provincia d’Abruzzo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondatore dell’Associazione di fedeli “L’Armata Bianca”. La suddetta sentenza, pronunciata il 1° febbraio 2005, ha condannato padre D’Ascanio per gravi delitti contro il sesto comandamento del decalogo implicanti anche la confessione sacramentale e l’abuso della potestà ecclesiastica con dominio delle coscienze. Il Tribunale ha irrogato nel confronti del reo le seguenti sanzioni canoniche:

1) Obbligo di residenza in una casa dell’Ordine dei Cappuccini determinata dal Ministro Generale dell’Ordine - escluso il territorio di Abruzzo e Lazio - con divieto di uscire dai confini della diocesi di dimora senza il permesso dell’Ordinario del luogo.

2) Interdizione dai rapporti di qualsiasi genere - anche solo epistolari, telefonici, telematici, ecc. - con i membri dell’Associazione “L’Armata Bianca” e di altre associazioni similari.

3) Revoca della facoltà di ascoltare le confessioni sacramentali.

4) Divieto della celebrazione pubblica della SS.ma Eucaristia, di ogni Sacramento e Liturgia della Parola.

5) Proibizione della predicazione e delle funzioni di “guida spirituale”.

* Con decreto del 27 maggio 2005 la Congregazione per la dottrina della fede rende noto che nei confronti di padre Luigi (Gino) Burresi, della Congregazione dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, sono stati decisi i seguenti provvedimenti canonici:

1) revoca della facoltà di ricevere le confessioni di tutti i fedeli in ogni luogo, di cui ai canoni 966 e 969 del Codice di diritto canonico;

2) proibizione definitiva di svolgere il ministero della direzione spirituale nei confronti di tutti i fedeli, siano essi laici, chierici o consacrati;

3) revoca della facoltà di predicare di cui ai canoni 764 e 765;

4) divieto di celebrare i sacramenti e i sacramentali in pubblico;

5) divieto di concedere interviste, scrivere su giornali, opuscoli, riviste periodiche o tramite internet, partecipare a trasmissioni radiofoniche o televisive che trattano questioni attinenti la dottrina cattolica, la morale, i fenomeni soprannaturali e mistici.

 

2006

* La Congregazione per la dottrina della fede nel luglio del 2005 - tramite l’allora vescovo di Dallas, Charles Grahmann - ha inviato una lettera al teologo Peter C. Phan. La lettera elencava 19 osservazioni circa alcuni passaggi del libro “Being Religious Interreligiously. Asian Perspectives on Interreligious Dialogue”, uscito nel 2004 negli Stati Uniti. I punti in discussione riguardavano soprattutto la dottrina di Cristo come unico salvatore di tutti gli uomini, la necessità della Chiesa per la salvezza e il valore salvifico delle religioni non cristiane. A giudizio della Congregazione, il libro di Phan era “in aperto contrasto con quasi tutti gli insegnamenti della dichiarazione Dominus Iesus”. La Congregazione chiedeva a Phan di scrivere un articolo di correzione delle sue tesi e di non ristampare piú il libro. Phan rispose con una lettera dell’aprile del 2006, nella quale avanzava obiezioni contro la procedura adottata e chiedeva un compenso per la stesura della chiarificazione richiesta.

Nel frattempo ad opera della Commissione dottrinale dei vescovi degli Stati Uniti è stata avviata un’altra indagine. Il presidente della Commissione, William Lori, vescovo di Bridgeport, ha comunicato a Phan (maggio 2006) che il suo libro è stato messo sotto esame - su richiesta della Santa Sede - e gli ha trasmesso un elenco contenente numerose obiezioni. Tra i vescovi e Phan “il dialogo è in corso”, ha confermato il 12 settembre 2006 il portavoce della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. La Commissione aveva chiesto a Phan una risposta alle obiezioni entro il 1° settembre, dopo di che avrebbe emesso un comunicato pubblico “per mettere sull’avviso i fedeli dei pericoli rinvenuti nel libro”. Il teologo Phan ha dicharato che gli era impossibile rispondere entro questa data.

Sulla questione del rapporto tra il cristianesimo e le altre religioni Phan ha scritto altri due libri, prima di quello ora inquisito: “Christianity with an Asian Face” e “In Our Own Tongues”. Ma la sua produzione spazia in piú campi: dalla teologia ortodossa (“The Iconographical Vision of Paul Evdokimov”, “Culture and Eschatology”) ai Padri della Chiesa (“Grace and the Human Condition”, “Social Thought”), dall’escatologia (“Eternity in Time: A Study of Rahner’s Eschatology”; “Death and Eternal Life”) alla missionologia (“Mission and Catechesis: Alexandre de Rhodes and Inculturation in Seventeenth-Century Vietnam”). Dirige collane di teologia per le editrici Orbis Book e Paulist Press. In Italia è uscito nel 2002, edito dalla San Paolo, il suo volume: “E dopo? 101 domande sulla morte e la vita dopo la vita”.

* La Congregazione per la dottrina della fede, in data 26 novembre 2006, pubblica una Nota esplicativa relativa alle opere del P. Jon Sobrino S.J. Il dicastero rileva che nelle opere del Sobrino «...sono state riscontrate diverse proposizioni che possono nuocere ai fedeli, a causa della loro erroneità o pericolosità. P. Sobrino, nelle sue pubblicazioni, manifesta preoccupazione per la situazione dei poveri e degli oppressi, specialmente in America Latina. Questa preoccupazione appartiene senza dubbio alla Chiesa intera. La stessa Congregazione per la dottrina della fede, nella sua Istruzione Libertatis conscientia (cfr. AAS 79 (1987), 554-599) sulla libertà cristiana e la liberazione, indicava che la miseria umana “ha attirato la compassione di Cristo Salvatore, che ha voluto prenderla su di sé, e identificarsi con “i piú piccoli tra i fratelli” (Mt 25, 40. 45)” e che “l’opzione preferenziale per i poveri, lungi dall’essere un segno di particolarismo o di settarismo, manifesta l’universalità della natura e della missione della Chiesa. Questa opzione non è esclusiva. È la ragione per cui la Chiesa non può esprimersi a sostegno di categorie sociologiche e ideologiche riduttrici, che farebbero di tale preferenza una scelta faziosa e di natura conflittuale”». Inoltre «In esse si rilevarono gravi difetti, sia metodologici che di contenuto. Senza ripetere qui ciò che già espone per esteso la Notificazione, si rileva anzitutto l’affermazione secondo cui “la Chiesa dei poveri” è il luogo ecclesiale della cristologia ed offre ad essa l’orientamento fondamentale. Cosí dicendo, l’autore dimentica che è la fede apostolica, trasmessa dalla Chiesa a tutte le generazioni, l’unico “luogo ecclesiale” valido per la cristologia e, piú in generale, per la teologia. P. Sobrino tende a diminuire il valore normativo delle affermazioni del Nuovo Testamento e dei grandi concili della Chiesa antica. Tali errori, di indole metodologica, conducono a conclusioni non conformi con la fede della Chiesa riguardo a punti cruciali, come la divinità di Gesú Cristo, l’Incarnazione del Figlio di Dio, la relazione di Gesú con il Regno di Dio, la sua autocoscienza ed il valore salvifico della sua morte».

 

2008

* La Congregazione per la dottrina della fede con lettera del 30 maggio 2008 incarica il Vescovo di Mostar-Duvno di notificare alla diocesi lo status canonico del p. Tomislav Vlasic. Con decreto del 25 gennaio 2008 il Dicastero imponeva severe misure cautelari e disciplinari al rev. Vlasic alle quali lo stesso non ha ottemperato neppure parzialmente. A seguito di ciò il rev. Vlasic è incorso nella censura latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Il decreto della Congregazione precisa che p. Tomislav Vlašić è chierico dell’Ordine dei Frati Minori e fondatore dell’aggregazione "Kraljice Mira, potpuno tvoji - po Mariji k Isusu" operante nel contesto di Medjugorje. Il rev. Vlasic è responsabile di "divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum”. La Congregazione per la dottrina della fede nel suo Congresso particolare ha comminato al p. Tomislav Vlašić le seguenti sanzioni:

"1. È fatto obbligo di dimora in una domus Ordinis della regione [...omissis...] determinata dal Ministro Generale dell’Ordine, da attuarsi entro trenta giorni dalla legittima intimazione del presente decreto;

2. È interdetta ogni relazione con la comunità ‘Kraljice Mira…’ e con i suoi membri;

3. È vietato effettuare negozi giuridici e agire negli organismi amministrativi sia canonici che civili senza licenza scritta ad actum del Ministro Generale dell’Ordine e sotto la responsabilità dello stesso;

4. È fatto obbligo di seguire un iter formativo teologico-spirituale con valutazione finale e, previa recognitio di questo Dicastero, emissione della professio fidei;

5. Sono proibiti l’esercizio della ‘cura d’anime’, la predicazione, i pubblici interventi ed è revocata la facoltà di confessare fino alla conclusione di quanto disposto al numero precedente, salva la valutazione di merito.

 

2012

* Il 18 aprile 2012 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato la dichiarazione del Cardinale Prefetto circa la valutazione dottrinale della LCWR (Leadership Conference of Women Religious):

«La valutazione dottrinale della Leadership Conference of Women Religious (LCWR), pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, ha lo scopo di incoraggiare un rinnovamento paziente e collaborativo di questa Conferenza di Superiore Maggiori per offrire alle sue molteplici e lodevoli iniziative ed attività un piú solido fondamento dottrinale. Il primo passo per attuare i risultati della valutazione consiste pertanto in un incontro fra i Superiori della Congregazione e le Rappresentanti della LCWR. Tale incontro di persone offre la possibilità di esaminare il documento in parola in uno spirito di reciproco rispetto e collaborazione, nella speranza di evitare ogni eventuale incomprensione degli intenti e degli scopi del testo. In questo senso, esprimo altresí la mia gratitudine alle Rappresentanti della LCWR per la loro disponibilità e partecipazione ai lavori relativi alla valutazione dottrinale fin dal 2008, quando ebbi modo di comunicare loro l’intenzione della Congregazione di attuare un tale progetto. Papa Benedetto XVI, nella sua Lettera Apostolica Porta Fidei, annunciando l’Anno della Fede, che inizierà nell’ottobre del 2012, ricorda che è la fede della Chiesa a sostenere ed animare la vita e la testimonianza dei cristiani: “Il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesú ci ha lasciato” [BENEDETTO XVI, Lett. Ap. Porta Fidei, n. 6]. Ciò è ancor piú vero per coloro che offrono alla Chiesa e al mondo la testimonianza eloquente della loro consacrazione religiosa. Dato che i temi immersi nella valutazione dottrinale implicano questioni essenziali per la fede, il Santo Padre ha dato alla CDF uno speciale mandato di collaborare con la LCWR, in vista di un rinnovamento dell’azione di questa Conferenza, concentrando la riflessione sui fondamenti dottrinali che stanno alla sua base. Questo processo implicherà necessariamente una comunicazione ed un coordinamento anche con la Conferenza Episcopale Statunitense, con la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e con la Congregazione per i Vescovi. L’intento principale della valutazione dottrinale consiste dunque in un sostegno alla LCWR negli USA per rafforzare una ecclesiologia di comunione, nella certezza che “la riscoperta gioiosa della fede potrà anche contribuire a consolidare l’unità e la comunione tra le diverse realtà che compongono la grande famiglia della Chiesa” [CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della fede]».

* La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblica (4 giugno 2012) una Notificazione relativa al volume "Just Love. A framework for Christian Sexual Ethics", di Suor Margaret A. Farley, R.S.M. La Congregazione avverte i fedeli che il volume "non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso". La Notificazione, a firma del Cardinale William J. Levada, è stata approvata dal Santo Padre. Già nel 2010 la Congregazione si rivolse all'Autrice per trasmettere un'ampia valutazione preliminare e indicare i problemi dottrinali presenti nel testo. La risposta di Suor Farley non risultò sufficiente a chiarificare i problemi segnalati, per cui la Congregazione decise di intraprendere un "esame con procedura urgente". La valutazione condotta da parte di una Commissione di esperti, riunita nel 2011, "confermò che il libro in parola conteneva proposizioni erronee, la cui divulgazione arrecava grave danno ai fedeli". Successivamente fu trasmesso all'Autrice l'elenco delle proposizioni erronee, chiedendo di correggerle. A giudizio dei membri della Congregazione, la risposta di Suor Farley "non chiariva adeguatamente i gravi problemi contenuti nel suo libro", per cui i Membri della Congregazione decisero di procedere alla pubblicazione della presente Notificazione, della quale riportiamo alcuni estratti. "L'Autrice non presenta una comprensione corretta del ruolo del Magistero della Chiesa quale insegnamento autorevole dei Vescovi in comunione col Successore di Pietro, che guida la comprensione sempre più profonda, da parte della Chiesa, della Parola di Dio, come si trova nella Sacra Scrittura. (...) Nel trattare argomenti di carattere morale, Suor Farley o ignora l'insegnamento costante del Magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come un'opinione tra le altre. (...) Suor Farley rivela altresì una comprensione difettosa della natura oggettiva della legge morale naturale". "Tra i numerosi errori e ambiguità del libro, sono da rilevare le prese di posizione circa la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, l'indissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze". "Suor Farley scrive: 'La masturbazione (...) generalmente non comporta alcun problema di carattere morale'. (...) Queste affermazioni non sono conformi alla dottrina cattolica. 'Sia il Magistero della Chiesa - nella linea di una tradizione costante - sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto gravemente disordinato. (...) Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, quella che realizza in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana". "Suor. Farley scrive: 'Dal mio punto di vista (...) le relazioni e gli atti omosessuali possono essere giustificati, conformemente alla stessa etica sessuale, proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali'. (...) Tale posizione non è accettabile. La Chiesa Cattolica, infatti, distingue tra persone con tendenze omosessuali e atti omosessuali. Quanto alle persone con tendenze omosessuali, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che essere devono essere accolte 'con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione'. Quanto agli atti omosessuali, invece, il Catechismo afferma: 'Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati". Di fronte al sostegno al matrimonio omosessuale di Suor Farley, la Notificazione ricorda che: "La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo (...) al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. (...) Non attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali non si oppone alla giustizia, ma, al contrario, è da essa richiesto". "Sr. Farley scrive: 'La mia personale posizione è che l'impegno matrimoniale sia soggetto a scioglimento. (...) Simile opinione è in contraddizione con la dottrina cattolica sull'indissolubilità del matrimonio: 'L'amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. L'amore vuole essere definitivo. Non può essere 'fino a nuovo ordine'. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità". (...) Il Signore Gesù ha insistito sull'intenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Abolisce le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica". Nell'opinione di Suor Farley, i divorziati possono voler risposarsi. "Simile visione contraddice la dottrina cattolica che esclude la possibilità di seconde nozze successive a un divorzio: 'Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (...) (Mc 10,11-12) che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio". "Con questa Notificazione, la Congregazione per la Dottrina della Fede esprime profondo rammarico per il fatto che un membro di un Istituto di Vita Consacrata, Suor Margaret A. Farley, R.S.M., affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell'ambito della morale sessuale. La Congregazione rende avveduti i fedeli che il suo libro 'Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethic' non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso. La Congregazione desidera inoltre incoraggiare i teologi perché proseguano nel compito dello studio e dell'insegnamento della teologia morale in piena conformità con i principi della dottrina cattolica".

 

2014

* In data 22 maggio 2014 la Diocesi di Innsbruck (Austria) ha confermato la scomunica ipso facto latae sententiae della sig.ra Martha Heizer e del suo consorte per aver attentato l’azione liturgica del Sacrificio eucaristico. Martha Heizer è la responsabile del cosiddetto “Movimento dei riformatori cattolici Wir sind Kirche” (“Noi siamo Chiesa”), fondato a metà degli anni ‘90. Il movimento, attivo anche nel resto d’Europa, è noto per la sua posizione a favore dell’ordinazione delle donne e per altre iniziative contrarie alla Chiesa e al suo Magistero. “Wir sind Kirche” nacque intorno a un piccolo gruppo di cattolici di Innsbruck capeggiato da Thomas Plankesteiner e da Martha Heizer che, nell’aprile del 1995, pubblicarono un “Appello dal popolo di Dio” per chiedere l’introduzione del sacerdozio femminile, la gestione “democratica” della Chiesa, l’abolizione del celibato e l’adeguamento della morale sessuale ai costumi moderni. Il testo raccolse adesioni in tutto il continente ma soprattutto in Austria e in Germania. Il caso Heizer si aggravò nel 2011, quando la donna, allora insegnante di religione ad Innsbruck, decise di contestare l’esclusione del sacerdozio femminile annunciando la sua intenzione di “celebrare” l’Eucarestia nella sua casa di Absam, piccolo paese nei pressi del capoluogo tirolese. In seguito la signora cominciò effettivamente a “celebrare” insieme al marito, anche in presenza di altri fedeli. A seguito di questi fatti la Congregazione per la Dottrina della Fede istituí la Commissione che ha poi confermato la predetta sanzione canonica, stante il disposto del can. 1378, § 2-3 del CIC: "§2 Incorre nella pena latae sententiae dell’interdetto, o, se chierico, della sospensione: 1° chi non elevato all’ordine sacerdotale attenta l’azione liturgica del Sacrificio eucaristico. § 3. Nei casi di cui al § 2, a seconda della gravità del delitto, possono essere aggiunte altre pene, non esclusa la scomunica".

 

2015

* Monsignor Krzysztof Charamsa, ex officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede che alla vigilia del Sinodo dichiarò la propria omosessualità, è stato sospeso a divinis dal vescovo della diocesi di Pelplin, mons. Ryszard Kasyna. Nel comunicato diffuso in data 21 ottobre 2015 il portavoce del vescovo ricorda che Charamsa, subito dopo le sue affermazioni, era stato ammonito ed invitato “alla conversione e al ritorno all’autentico insegnamento della Chiesa e al sacerdozio di Cristo”. Di fronte alla mancanza di qualsiasi segnale di ravvedimento e di fronte alle sue pubbliche dichiarazioni sul fatto di voler condurre una vita non conforme alle norme di condotta consone a un sacerdote cattolico, il vescovo di Pelplin, conformemente alle norme del Codice di diritto canonico, il 17 ottobre 2015 gli ha inflitto la pena della sospensione, proibendogli nello stesso tempo di esercitare l’autorità derivante dall’ordinazione, come pure di indossare la veste sacerdotale. Il comunicato sottolinea come il vescovo di Pelplin non perda la speranza del completo ritorno di Krzysztof Charamsa al sacerdozio di Cristo, chiedendo ai sacerdoti e ai fedeli della diocesi di pregare secondo questa intenzione.