Ufficiale Cappellano

Il Cappellano Militare

 

 

 

 

Ai fratelli con le stellette...

 

 

 

 

Carissimi Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e Soldati,

pur essendo queste pagine aperte a tutti non può mancare un'attenzione particolare al mondo militare; a coloro che in uniforme e stellette dedicano il loro tempo e le loro energie al servizio della Patria.

Il termine “Patria” alle orecchie di molti potrà sembrare “obsoleto” e foriero di ricordi non sempre lieti. È l’inevitabile peso della storia che abbiamo ereditato. Potrebbe essere proprio cosí qualora considerassimo questo termine con una mentalità materialistica. La storia che molti hanno appreso sui banchi di scuola è spesso una triste storia, intrisa di ideologia, quando non addirittura di ideali anticristiani.

Qual è allora l’atteggiamento cristiano dinanzi alla Patria? La patria terrena rimanda il cristiano alla Patria celeste, a quella “Gerusalemme di lassú” - dice l’apostolo Paolo - che è libera ed è nostra madre (cfr. Gal 4,26). Questo è il futuro che chiede di essere costruito quaggiú, fin da ora, perché noi saremo... ciò che vogliamo essere.

La bandiera, simbolo della nostra Nazione, rappresenta tutti noi, perché noi, tutti insieme, siamo la Patria. Non una realtà astratta dunque ma concreta, composta dagli innumerevoli volti e dagli innumerevoli cuori che, come noi e insieme con noi, vivono, sperano, soffrono, pregano, lottano e amano. Questa è la Patria e questa è la ragione per cui il militare può anche dare la vita per essa. Questa è la ragione per cui è possibile portare una bandiera nel cuore. Questa è la ragione per cui, anche a distanza di anni, per il Cappellano, rivedere le vostre uniformi, le vostre insegne, le vostre mostrine diventa un'emozione sempre più grande. I ricordi, i volti, le storie si addensano e si avvicendano diventando un fiume in piena. Un fiume che rammenta al Cappellano la sua piccolezza umana e anche la grandezza del sacerdozio di Cristo e della sua missione. E così solo la preghiera può raggiungere tutti e ciascuno e sempre, anche al di là della scarsità delle proprie forze. Quella preghiera, per tutti e per ciascuno, è il ricordo più certo e più indelebile.

Così, vivere e morire per la bandiera, per il militare cristiano, significa vivere e morire per il fratello. Questa è la ragione profonda per cui essa non divide necessariamente il cristiano dal suo prossimo, anche se milita sotto un’altro bandiera: la diversità arricchisce; il comune servizio aiuta a comprendere anche chi opera e soffre e ama sotto altre bandiere; volti diversi e complementari della stessa identica umanità. Una delle esperienze più belle della vita militare è conoscere colleghi di altri paesi che, sotto altra bandiera e con altra uniforme, scopriamo uguali a noi. Molto ci unisce, ben poco ci divide; questa è la ragione per cui non dimentichiamo che anche sotto le nuvole splende sempre il sole.

Internet, spazio virtuale e ormai complementare al nostro spazio fisico, è uno strumento nato e concepito in ambito militare con il progetto ArpaNet del 1969. È consolante constatare come ancora una volta da questo ambito siano sorti nuovi strumenti utili alla costruzione di un mondo migliore e senza frontiere.

L’esperienza bellica ha insegnato piú volte che spesso uomini appartenenti a diverse nazioni, sotto diverse bandiere, si sono riconosciuti come fratelli, vittime degli stessi tragici eventi. La scoperta della fraternità anche in contesti cosí estremi costituisce un’implicita testimonianza evangelica.

L’auspicio è che anche questo modesto spazio virtuale, prolungamento ideale senza frontiere del Ministerium pacis inter arma, possa favorire questo spirito e costituire un invito a ricercare colui che è l’unica fonte di ogni vera gioia e della pace con se stessi e con gli altri: Cristo Gesú, vero Dio e vero uomo.

A tutti i visitatori in uniforme un cordiale ringraziamento per l'attenzione e la stima dimostrata nel tempo.

 

 

Cordialmente

Antonio Atzeni, sac.

Cappellano Capo (Cap.)

 

 

 

 

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